Tema: Conservare in vita
Canto iniziale: Una casa da costruire
Gn 6,13-22
Allora Dio disse a Noè: «È venuta per me la fine di ogni uomo, perché la terra, per causa loro, è piena di violenza; ecco, io li distruggerò insieme con la terra. Fatti un’arca di legno di cipresso; dividerai l’arca in scompartimenti e la spalmerai di bitume dentro e fuori. Ecco come devi farla: l’arca avrà trecento cubiti di lunghezza, cinquanta di larghezza e trenta di altezza. Farai nell’arca un tetto e, a un cubito più sopra, la terminerai; da un lato metterai la porta dell’arca. La farai a piani: inferiore, medio e superiore. Ecco, io sto per mandare il diluvio, cioè le acque, sulla terra, per distruggere sotto il cielo ogni carne in cui c’è soffio di vita; quanto è sulla terra perirà. Ma con te io stabilisco la mia alleanza. Entrerai nell’arca tu e con te i tuoi figli, tua moglie e le mogli dei tuoi figli. Di quanto vive, di ogni carne, introdurrai nell’arca due di ogni specie, per conservarli in vita con te: siano maschio e femmina. Degli uccelli, secondo la loro specie, del bestiame, secondo la propria specie, e di tutti i rettili del suolo, secondo la loro specie, due di ognuna verranno con te, per essere conservati in vita. Quanto a te, prenditi ogni sorta di cibo da mangiare e fanne provvista: sarà di nutrimento per te e per loro». Noè eseguì ogni cosa come Dio gli aveva comandato: così fece.
Commento
Il brano fa parte di un lungo discorso che Dio rivolge a Noè e che è strutturato sullo schema comando/esecuzione. Dio, che è intenzionato a distruggere l’umanità, dà a Noè due ordini: costruire un’arca ed equipaggiarla.
Si capisce chiaramente come la salvezza dell’uomo sia legata al creato e in particolare alle relazioni e a ciò che le nutre.
L’uomo è stato creato da Dio come essere in relazione e Noè è scelto da Dio per il compito di salvare l’umanità proprio perché è un uomo in dialogo.
La storia della salvezza comincia nella Bibbia con la parola Bereshit. La prima lettera (bet) di questa parola è rappresentata in forma stilizzata proprio come una casa, tanto che possiamo dire che la storia della salvezza comincia con una casa, che rappresenta il luogo caldo in cui ci sono insieme gioie e dolori.
L’arca non rappresenta la casa, ma la parola ebraica che indica la casa è presente laddove si dice che bisogna spalmare il bitume dentro (= in casa) l’arca.
La situazione in cui Dio chiede a Noè di intervenire è raccapricciante, perché gli uomini hanno cessato di essere umani.
Noè è chiamato a salvare l’uomo insieme ai suoi legami, perché senza relazioni l’uomo è destinato alla morte. Noè salva anche gli animali, puri e impuri, perché anch’essi fanno parte della vita dell’uomo e non possono andare persi. Dunque non c’è salvezza per l’uomo senza rapporti umani e senza legami rispettosi del creato.
L’arca fa parte del progetto di Dio e così come è descritta non sembra un’arca, quanto una casa con tetto, stanzette e porta per comunicare con l’esterno. È importante che la casa sia aperta all’esterno, perché la vita possa diffondersi e siano riconoscibili nel mondo i segni dell’alleanza tra Dio e l’uomo.